A livello europeo le ferrovie coprono circa l’8% della domanda di trasporto.
Durante il periodo precedente la seconda guerra mondiale il canale ferroviario ha conosciuto una fase di grande espansione grazie alla capacità di trasportare in maniera veloce e sicura persone e ingenti quantità di merci. Tale sviluppo è stato in seguito frenato dalla realizzazione e dall’evoluzione di infrastrutture per il trasporto su gomma, che ha con il tempo parzialmente sostituito il treno nelle percorrenze medio-brevi (entro i 700 km). Questo è successo in
parallelo alla crescita del benessere, che ha portato all’acquisto della prima auto per famiglia.
Nell’ultimo ventennio si è invece assistito, nei principali Paesi occidentali, a una progressiva ripresa del traffico su rotaia, legata al fenomeno di congestione dei centri urbani e al conseguente pendolarismo quotidiano di decine di migliaia di persone (commuters).
Anche le crescenti difficoltà incontrate nella rete stradale europea hanno portato un numero crescente di viaggiatori a far uso del treno come mezzo di trasporto. Spostamenti sempre più veloci e puntuali, nonché la possibilità di prenotare i posti a sedere, fanno del treno una valida alternativa all’automobile.
In Europa negli ultimi 10 anni il traffico passeggeri nella rete ferroviaria è cresciuto di circa l’1% l’anno (fonte: Association of Train Operating Companies, ATOC). Il Regno Unito ha fatto registrare il tasso di crescita più elevato (+ 3,4% l’anno), legato soprattutto agli spostamenti nell’aerea del centro e del sud-est di Londra. Seguono Francia (+ 2,6%), Spagna (+2,3 %) e Germania (+1,5%). Parte dell’aumento del traffico in Europa è dovuto al notevole sviluppo delle linee ad alta velocità, che molto spesso fungono da servizio sostitutivo di aerei o auto.
Su questo tema l’Italia è oggi ancora in ritardo. Gli USA sono in controtendenza rispetto al generale trend di sviluppo. Le cause sono da ricercarsi nella natura privata degli operatori ferroviari, che ha portato nel tempo a una progressiva soppressione dei collegamenti non più profittevoli. Questo aspetto, unitamente alla vastità del territorio, si declina in una rete frammentata e perciò poco funzionale all’esigenza del viaggiatore. L’effetto è una scarsa propensione e convenienza alla scelta del treno come mezzo di trasporto rispetto ai vettori alternativi.